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Editoriale del Presidente Gian Luca Giovanardi

Marzo 2017

 

Un CAI per e con i soci, un CAI aperto al mondo

Dal 10 gennaio scorso il CAI di Parma ha rinnovato i propri organi dirigenti per il triennio 2017-2019: nuovo Consiglio Direttivo, nuovo Collegio dei Revisori, nuovi Presidente, Vicepresidente e Tesoriere.

In queste occasioni è prassi utilizzare la parola “...si comincia, si dà avvio...”; noi (parlo al plurale, perché ho l’onore di portare in questo editoriale il pensiero di tutto il nuovo Consiglio) preferiamo utilizzare il verbo “...proseguire...”, perché riteniamo che i valori espressi, i progetti avviati, il CAI costruito in questi anni vadano confermati e rafforzati.

Continuità, quindi; ma cosa vuol dire?

Non significa soltanto proseguire con le tante attività consolidate che costituiscono la nostra offerta (corsi, eventi e rassegne culturali, gite, sentieristica, rifugi in Appennino ecc.) e che ci hanno fatto apprezzare da soci e non soci, ma, nel confermarle, reinventarle continuamente alla luce dei valori maturati negli ultimi anni.

Modernizzazione e partecipazione: è stato il messaggio di commiato del Presidente uscente, Fabrizio Russo, grazie al quale la Sezione non solo è cresciuta quantitativamente in modo significativo, ma soprattutto ha allargato il suo raggio d’azione a campi ancora poco esplorati. A lui, il ringraziamento mio e di tutto il Consiglio.

Vorremmo innanzitutto un CAI aperto al mondo, pronto ad ascoltare ed accogliere le sollecitazioni provenienti dall’esterno dell’Associazione. Un CAI in relazione, di collaborazione e stimolo, ma, se necessario, anche di critica, con Enti ed Associazioni; un sodalizio in relazione anche con chi abita e lavora nelle nostre montagne. Nel concreto, una associazione che operi perchè la designazione di buona parte del nostro Appennino a sito MAB UNESCO non sia un’etichetta vuota, ma una occasione di sviluppo sostenibile e rispettoso della natura, che favorisca un “andar per monti” “by fair means”, ma che presti anche attenzione alle nuove modalità di frequentazione, pur nel rispetto dell’ambiente, dei suoi abitanti e dei suoi frequentatori.

Vogliamo un’associazione che lavori in team, aperta ai soci, recettiva delle loro idee e suggerimenti, concrete e sostenibili, capace di valorizzare disponibilità e competenze, sia degli ultimi iscritti che di quelli di più lunga militanza: con entrambi vorremmo costruire e condividere modalità anche diverse di continuare a vivere la passione per la montagna.

Vorremmo un CAI più articolato sul territorio provinciale, allargando le belle esperienze costruite con la Sottosezione di Fidenza ed i gruppi territoriali di Sala Baganza e Borgotaro.

Pensiamo ad una Associazione solidale, capace di proporre la montagna anche come luogo di benessere per i più deboli, per i quali essa possa diventare non rifugio e distacco dalla realtà, ma palestra di crescita dell’autostima, occasione di sviluppo di relazioni e di scoperta di attitudini e competenze. Un CAI che sappia tradurre in pratica il simbolo primo dell’andar per monti: quello della cordata solidale, che unisce le persone in un rapporto di reciproca fiducia ed aiuto.

Lavoreremo per una Sezione che si impegni tra le nuove generazioni e nel mondo della scuola, senza ambizioni di sterile proselitismo, ma per dare un piccolo contributo allo sviluppo di valori quali l’amicizia ed il rispetto dell’altro, la tutela ambientale e la conoscenza della natura, oggi troppo spesso lontani dallo scenario esistenziale che circonda i giovani.

Pensiamo ad un CAI che, nel proporre una montagna vissuta a 360°, sappia curare e accrescere i propri “tesori”: quelle competenze tecniche e culturali di cui sono portatori decine di istruttori, di accompagnatori e di esperti in tanti settori, un patrimonio al servizio dei cittadini che va manutenzionato e sviluppato.

Vogliamo infine essere partners affidabili: partecipare a progetti e realizzare idee con azioni che siamo in grado di realizzare, prendere impegni proporzionati alle nostre forze.

Questo è il CAI che svilupperemo, con il limite delle risorse a disposizione, ma con la forza e la profondità della passione che ci anima.

Gian Luca Giovanardi

Presidente CAI Sezione di Parma